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LA PIEVE DI SAN FLORIANO DOMENICO DA TOLMEZZO Un gioiello d'arte in Carnia

LA PIEVE DI SAN FLORIANO
DOMENICO DA TOLMEZZO
Un gioiello d'arte in Carnia

"Ed ecco venuto il momento di spiegarci un po'meglio di quanto si sia fatto sinora l'arte e l'opera di questo caposcuola carnico. Doppiamente maestro della scultura e della pittura paesana, diffusore di italianità e di venezianità lungo i gelosi confini delle Alpi patrie; modesto ma schietto e volonteroso inizio d tutta la branca quattrocentesca e cinquecentesca dell'arte friulana che va da lui fino al Pordenone." (Fiocco)

Intagliatore, scultore e pittore, Domenico Mioni si presenta come l'iniziatore di quella Scuola da Tolmezzo che riunisce sotto il suo nome un copioso gruppo di artisti friulani attivi nella seconda metà del Quattrocento accomunati da uno stile in cui dialogano reminiscenze tardogotiche tedesche e innovazioni rinascimentali.

L'altar maggiore della Pieve di San Floriano di Illegio rappresenta una delle opere d'arte più prestigiose del maestro tolmezzino. Secondo i regesti parrocchiali conservati presso l'Archivio Arcivescovile di Udine l'altare commissionato da Giacomo di Francesco cameraro della Chiesa di San Floriano venne pagato 100 ducati e 100 libbre di formaggio. I documenti attestano anche come il lavoro fosse stato eseguito nel 1497 nella bottega di Domenico a Udine e solo negli anni successivi trasportato e collocato all'interno della Pieve. L'altare presenta il tradizionale impianto architettonico dei polittici gotico-fiammeggianti: strutturato su due piani completati dal coronamento a guglie è ritmicamente scandito da quattordici nicchie ove sono collocati altrettanti santi. La struttura delle nicchie, se nell'eleganza e nei raffinati motivi ornamentali riecheggia il mondo del tardo gotico veneziano dei Vivarini, sembra già affacciarsi alle novità rinascimentali: gli archetti a tutto sesto e la collocazione delle statue al loro interno sembra presagire una consapevolezza dello spazio ben lontana dall'astrazione geometrica medievale. Tuttavia l'isolamento e l'impassibilità dei volti dei santi così come della Madonna al centro, simbolo di una sacralità atemporale e assoluta, ancora legano l'opera alla cultura e alla tradizione tardogotica.

L'altare, che nel 1956 ancora si presentava in ottimo stato conservando persino la doratura originale, risulta oggi mutilato: tra il 15 febbraio e il 15 marzo 1969, approfittando dell'isolatezza del luogo, ignoti malfattori trafugarono tutte le statue del polittico salvo quelle raffiguranti San Rocco e San Sebastiano.

LUOGO: Pieve di San Floriano di Illegio, Altar Maggiore.

PER SAPERNE DI PIU': F. De Vitt, La Pieve di San Floriano di Illegio, Forum Editore, Udine, 2006. P. Pastres, La scultura lignea rinascimentale nell'Alto Friuli: sulle tracce dei protagonisti, in Sot la nape, LX, 2008. G. Nicoletti, D. da Tolmezzo, Udine 1969. V. Joppi, Contributo quarto ed ultimo alla storia dell'arte nel Friuli ed alla vita dei pittori, intagliatori, scultori, architetti ed orefici friulani, Venezia 1894. V. Joppi - G. Bampo, Nuovo contributo alla storia dell'arte nel Friuli ed alla vita dei pittori e intagliatori friulani, Venezia 1887.

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