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MARTINO
Un Santo e la sua civiltá 
nel racconto dell'arte
29 Aprile - 30 Ottobre 2006

LA MOSTRA

Oltre settanta opere d’arte da musei, gallerie, chiese e monasteri di dodici Paesi d’Europa, per raccontare san Martino di Tours e la sua civiltà attraverso tavole lignee dipinte, sculture, tele, incisioni, ori, codici dal V al XX secolo.
E’ questa la mostra “Martino. Un santo e la sua civiltà nel racconto dell’arte” che sarà allestita dal 29 aprile al 30 settembre 2006 a Illegio (Tolmezzo, in Friuli Venezia Giulia), nella Casa delle Esposizioni. L’evento è di tale rilievo che la Repubblica Italiana, accogliendo il progetto scientifico proposto a suo tempo dal Comitato di San Floriano - già artefice delle straordinarie mostre internazionali “Floriano” (2004) e “Mysterium” (2005) -, ha deciso di istituire per realizzarlo un vero e proprio Comitato Nazionale, cui partecipano oltre cinquanta istituzioni, enti e studiosi di grande prestigio.
Capolavori di Dürer, Solimena, van Oost, Bassano, Farinati, Grassi, e di molti altri autori giungeranno da Musei Vaticani, Louvre, Rjiksmuseum di Amsterdam, Museo nazionale di Barcellona, Museo Nazionale di Monaco, Galleria Nazionale di Lubiana, Basilica di San Marco di Venezia, Museo Ungherese di Budapest e molte altre sedi.
Tra i pezzi d’eccezione, alcuni reliquiari di V e VI secolo, un Martino in argento, quattrocentesco, da Carcassonne – il più prezioso di Francia -, quattro codici dell’Alto Medioevo riccamente miniati, affreschi provenienti dalle romaniche chiese di Catalogna, trittici fiorentini del primissimo Rinascimento e superbi dipinti fiamminghi dell’età Barocca.
“Le idee ispiratrici del nuovo progetto – osserva l’équipe scientifica del Comitato Nazionale – sono per così dire quattro lembi del mantello condiviso con il povero da san Martino di Tours, uomo di preghiera, carità e missione, nato nel 316-17 in Pannonia (l’odierna Ungheria), soldato romano che chiese il battesimo nel 339, primo fondatore di monasteri in Occidente e, dal 371, vescovo di Tours. Quattro lembi che rappresentano altrettanti messaggi fondamentali che la mostra lancia: la riscoperta delle radici della civiltà europea, il potere della bellezza nell’edificare l’umano, la necessità di imparare come vincere le sfide dell’oggi grazie all’insegnamento di chi intuì il futuro nei tempi antichi di grande crisi, e l’icona di un piccolo paese sul monte che ospita un evento tanto rilevante: perché la partita dello sviluppo si gioca in ogni comunità”.
La mostra, organizzata sotto l’Alto Patronato del Segretario di Stato di Benedetto XVI e del Presidente della Repubblica Italiana e con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è stata inaugurata sabato 29 aprile 2006, alle ore 17, con un Congresso cui interverranno il Card. José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione per le cause dei santi, e il prof. Nikolaus Lobkowicz, direttore dell’Istituto Centrale di studi per l’Europa orientale.