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ILLEGIO I PORTALI ANTICHI Alla scoperta del borgo

ILLEGIO
I PORTALI ANTICHI
Alla scoperta del borgo

La presenza di portali decorati è strettamente legata allo sviluppo architettonico ed urbanistico del paese. Dalle tracce antiche tutt'ora riconoscibili emerge come la fisionomia dei caseggiati si articoli secondo la struttura della corte chiusa: nuclei abitativi composti da una serie di edifici disposti sul perimetro, tipicamente vani residenziali, stalle e fienili affacciati su un unico cortile centrale.

All'interno vi risiedeva una famiglia allargata, il cui cognome o soprannome andava a identificare la corte stessa. Tale indirizzo costruttivo era assai comune nel tessuto abitativo rurale del nord Italia e aveva lo scopo di accogliere, entro un ambiente circoscritto e delimitato, famiglie e bestiame proteggendoli dalle incursioni degli animali selvatici che scendevano dai boschi limitrofi.

La formula delle corti chiuse andò gradualmente disgregandosi con l'evoluzione demografica. L'aumento della popolazione provocò il frazionamento degli edifici tra gli eredi, accompagnato da un ulteriore ridimensionamento delle corti a causa dell'impellente necessità di locali abitativi; questo portò alla progressiva polverizzazione degli spazi centrali comuni spingendo diversi nuclei familiari a ricercare ulteriore spazio abitativo all'esterno.

Alla corte si accedeva attraverso due tipologie di passaggi: l'arco semplice, generalmente presente quando uno dei lati della corte era chiuso da una cinta muraria, e l'androne o loibie, un ingresso coperto che taglia parte del volume dell'abitazione. Gli ingressi più antichi erano costituiti da semplici archi di conci di tufo appena sgrezzato, materiale molto usato perché leggero e di facile lavorazione; la chiave di volta veniva di norma incisa con la data d'esecuzione.
Nell'800 si fa strada un gusto maggiormente decorativo che porta all'abbandono del tufo, considerato materiale povero, in favore della pietra lavorata con peducci e chiave di volta finemente decorati. Come già anticipato, la particolarità architettonica di questi archi è la chiave di volta che è scolpita con il motivo dell'agnus dei o dei mascheroni; di quest'ultimo motivo sono presenti due esemplari, il "garibaldino" di casa Fìlip, realizzato nel 1861 con le tipiche caratteristiche dell'eroe dei due mondi, e il "turco" di casa Florido, datato 1845, che richiama in modo diretto la fontana "del Turco" collocata lungo la strada che collega Gemona ad Artegna.

Per saperne di più

LUOGO: Per non perdere nessuno die portali di Illegio partecipa al giro guidato gratuito di Illegio ogni sabato alle 15.30.

LIBRO: Arduino Scarsini, Illegio, valore culturale e storico di un borgo della Carnia, Comune di Tolmezzo Editore, Tolmezzo, 1995.

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